domenica 13 giugno 2010

Questa ve la racconto...





Se c'è una cosa che non ha prezzo è quella di ritrovarsi con la pressione ai minimi storici in una metropolitana affollata, trovare MAGICAMENTE un posto a sedere, non emettere nemmeno tre respiri e sentirsi dire da uno straniero:

Straniero: tu...giovane...!
Io(con la testa che gira):uhm...ahm....oh??
Straniero: tu no vecchio...
Io: @_@....ahm
Straniero: ....lei vecchia!!(indica col dito una signorona anziana che, onestamente, in quel momento avrà avuto sicuramente il TRIPLO delle mie energie...OVVIAMENTE la vecchia, sentendosi chiamare, appunto, VECCHIA, lo fulmina con lo sguardo).
Io:@__@.......ah....eh......vecch-, ehm, signora...vuole sedersi? (la signora fulmina di nuovo con lo sguardo lo straniero, poi, realizzando il fatto che pur essendo a tutti gli effetti una vecchia, in quel momento potrebbe guadagnarsi un posto a sedere -ai danni di un povero coglione con la pressione sotto le suole delle scarpe sull'orlo dello svenimento- sfoggia di colpo un sorriso di assenso a 32 denti. Dopodichè si siede con un tonfo appena lascio libero il posto, sbuffando sonoramente, oltretutto. Ah, i giovani d'oggi, quale maleducazione!)
Straniero: eh eh...giovane fa sedere vecchia, no??
Io: ma vaff....cough, ahah, ehm.......eh!!!
Straniero: ahahah
Io: ahahhaah....io giovane!!
Straniero: sisi!!
Io(tra i denti):ma tu vaff....!






E visto che siamo in fase "comiche", vi lascio due tavole semi-autobiografiche...che non riguardano la pressione bassa, però.






Oh, certo che delle vignette sulla vecchia e lo straniero, quasi quasi....

mercoledì 9 giugno 2010

Oggi l'ascolto è toccato a...





Ricordavo la canzone, Elisa l'ho sempre preferita in inglese, soprattutto nei suoi brani meno recenti.

Guardando il video ho avuto la chiara sensazione che sia tra quelle persone con una sensibilità tanto semplice, spontanea, quanto complessa.
E forse è quella, la vera forza. Poter arricchire le persone con ciò che racconti, qualsiasi sia il mezzo.
Con il tuo semplice modo di essere.

In qualche modo, chi riesca ad arrivare ad una dimensione del genere ha senza dubbio raggiunto uno stato dell'esistenza superiore. L'ho sempre pensata in questi termini.

Da lì poi mi è tornato in mente un altro pezzo che adoravo





E' molto strano che, solo dopo tanti anni, mi sia accorto di una frase del testo
"Music's the reason why I know time still exists "

"La musica è la ragione per la quale so che c'è ancora tempo...che il tempo esiste ancora", questo grosso modo il significato non letterale.

Mi sono ritrovato a pensare lo stesso per il disegno.
Ed è stato come un groppo in gola.

Ci sarà sempre, ancora tempo. Spero che sarà così.



venerdì 4 giugno 2010

martedì 1 giugno 2010

Risveglio



Stavolta al risveglio è toccato a questa canzone:






Un pezzo malinconico. Di quelli che se resti lì con i sensi aperti, evoca immagini che ti chiudono lo stomaco. Eppure, il pezzo non è per niente "aggressivo". Ma forse sono solo mie percezioni...

Ho sempre adorato la Ayane, per la sua dimensione artistica e le atmosfere delle sue canzoni, così simili a ciò che vedo e sento io stesso.
Trovare il complesso nei suoni semplici...forse è questa la vera ricchezza.

Ed il violoncello.





Tuttavia, avete letto il testo?


"Someday I'll fly...I'll be with you....bye bye bye...."
Mi devo preoccupare?
haahahah


tornerò a casa vivo e vegeto stasera, vero????

PS: se non aggiorno per due settimane di seguito, pensate pure al peggio! *grattata*

PPS:...e perchè sento ancora il suono dei violoncelli, tesi e sordi? No, vi giuro che mi sto spaventando...pregate per la mia incolumità XD (il potere dell'autosuggestione :D )

sabato 29 maggio 2010

Uno "sfizio"...





...quello di alzarsi in piedi, incollare un foglio A4 sul vetro e disegnarci sopra a scazzo.
Direttamente a pennarello nero Copic. Impagabile :D








...e ovviamente si sono aggiunti ben presto dei fratellini.






E lui, lo riconoscete? ;)

































...e ora vado a studiare, và, che è meglio!
Saluti! :D

domenica 23 maggio 2010

A proposito di "Echi"...







...avete mai provato ad ascoltare così? ;)





lunedì 17 maggio 2010

La dimensione di un fumettista.


A volte lo stomaco mi si contorce perchè tendo ad interiorizzare tutto ciò che mi circonda. Nonostante nella vita di tutti i giorni appaia come una persona molto semplice e pragmatica, mi ritengo una sorta di spugna: percezioni, dettagli, stati d’animo. Miei, degli altri. Di tutti. Una complessità estrema, quasi patologica.

Non è un atteggiamento voluto, sia chiaro...è estremamente naturale, il mio modo di vivere. E se così non fosse stato forse oggi non sarei in grado di raccontare qualcosa attraverso il disegno. Non avrei la "sensibilità" giusta per farlo.


Capita quindi che alla fine non riesca a contenere tutto questo marasma indifferenziato, e il cuore mi arriva in gola. Non saprei nemmeno io spiegarvi il motivo. Ciò che so è solo che, in quel momento, devo buttar fuori quel malessere, perché mi manca il respiro. E allora disegno. Racconto ciò che ho registrato e cerco di trasformare quel malessere in qualcosa di positivo. Qualcosa che possa arricchire chi legge, in qualche modo.

E allora dal foglio escono fuori due occhi, che nemmeno avevo pensato di disegnare. E di colpo, è come se ne conoscessi l’intera intenzione, e gli eventi che hanno portato quegli occhi ad essere così. E mi vengono i brividi.



È qualcosa di una forza sconfinata, ciò che sento. Ti arrichisce ma al contempo ti distrugge dentro.

Eppure questa sensazione non riesco ancora a disegnarla, non riesco ancora a trasmetterla. Ma forse farlo non è possibile, o comunque…non è possibile farlo al 100%.


Com’era quel detto cinese?

“Puoi disegnare la pelle di una tigre, ma non le sue ossa. Puoi disegnare il volto di un uomo, ma non il suo cuore”.


Tutto questo per dire cosa?

Che "eco" su verticalismi è per ora tra le opere più cliccate e votate...e non so come ringraziarvi tutti.

"Eco" è stato proprio uno di quei "momenti" in cui avevo bisogno di raccontare liberamente attraverso una dimensione totalmente interiore. Sapere che ha colpito, che ha stupito o che ha semplicemente fatto riflettere, per me è un enorme conquista. A prescindere da quelli che saranno gli esiti finali del concorso.


GRAZIE MILLE!!